Parliamo di jeans

Norman_Rockwell_jeans_1943

Un’assoluta novità per la primavera. Qualcosa nell’aria sta cambiando e senz’altro tutti ve ne sarete già accorti, ma ne voglio parlare lo stesso.

Io sono cresciuta con un concetto semplice e basilare a riguardo, ossia: jeans=Levi’s 501 con qualche piccola deroga solo per i Lee, che, secondo me, avevano una tela migliore. Certo, devo ammettere che, essendo un modello da uomo, non donavano un granché ed ai miei tempi erano anche molto difficili da trovare in taglia piccola.

Col tempo qualche produttore cominciò a capire che il mercato stava cambiando, introdusse i primi jeans da donna e cominciò a differenziare i modelli. L’avvento dei tessuti stretch, dapprima bruttissimi, ma poi sempre più somiglianti al vero denim, segnò la svolta definitiva ed oggi nessuna di noi, me compresa, tornerebbe alla tela rigida ed ai modelli veramente maschili dei vecchi 501.

Però, per me, il jeans vero e proprio è rimasto in sostanza sempre quello: gamba dritta, 5 tasche, tela consistente e lavaggio classico, blu o anche più chiaro, ma senza fronzoli, strappi o candeggiature fatte ad arte. Ne ho due paia uno di Sisley, marchio cheap che non pratico da un po’ ma con i cui jeans mi sono sempre trovata benissimo ed un paio blu di Marithè et Francois Girbaud. Di skinny (che come sapete oggi sono ancora il modello più venduto in assoluto) ne ho un paio solo; li trovo pratici, sono adatti a qualche outfit, ma non sono la mia passione assoluta, soprattutto se portati “ da soli” in un look basic.

Per questo la notizia, più volte riportata Vogue, che gli skinny stanno perdendo posizioni moda, mi è piaciuta assai. E nei 30 look in denim proposti per il mese di Aprile ce ne sono alcuni estremamente basic che mi ricordano la mia adolescenza (quasi tutti indossati dalla splendida Andrea Diaconu): bianchi di J Crew,

Jeans_bianchi_J_Brand

grandoni di Acne studios,

Acne_studios

la classica denim jacket di Levi’s,

Levis_denim_jacket

la gonna dritta di Mother,

Gonna_jeans_Mother

i jeans di Theory con la camicia di Oxford,

Jeans_Theory

il giubbotto di Tao Okamoto.

Tao_Okamoto_jacket

E per voi come sono i jeans: slim, skinny, bootcut, flare o che altro? Li preferite basici o fantasia?

 

In copertina Rosie the Riveter, Saturday evening Post, 29 maggio 1943, illustrazione di Norman Rockwell.

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Written by Cecilia

Maths and Fantasy

Commenti

  1. Per me sono bootcut o flared (ma di questi tempi sono difficili da trovare), di skinny ne ho un paio solo ma li trovo un po’ scomodi perchè appena si alzano le temperature tengono subito caldo e, causa fianche, sono contretta a indossarli con qualcosa di un po’ lunghetto sopra. Il lavaggio è uno solo: blu!

  2. Per me sono come mi stanno bene:) Ossia possono piacermi davvero in tutte le salse basta che mi facciano stare a mio agio che è poi il lavoro che dovrebbero fare tutti i jeans. Ovviamente li prediligo vintage (tanto sono indistruttibili) o usati come i miei preferiti, 5€, trovati per sbaglio quest’inverno:)
    Quando erano usciti mi inquietavano gli skinny visti in giro che sembrava non stare bene a nessuno. Poi abbiamo iniziato a saperli portare, accostare e gestire. Adesso mi piacciono anche loro:)

  3. Ho ceduto, credendo che non l’avrei mai fatto, ai jeans strappati modello boyfriend e ammetto che ultimamente sono i miei prefetiti. In generale però concordo con te i classici 5 tasche a sigaretta senza lavaggi particolari e segni di usura sono sempre i più belli.

  4. A me piacciono tutti i modelli, ne ho di ogni tipo, anche da tantissimi anni (grazie a una taglia rimasta praticamente costante dalle medie… e intendo anche in altezza ;-) . I miei preferiti? un paio strappato con ricami comprato a Parigi: tout simplement magnifique!

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